Contatto

Contatto: g_donofrio@libero.it

sabato 19 dicembre 2020

Tour virtuale dell’Istituto Pacinotti di Fondi e Santi Cosma e Damiano

 


L’ITI “Pacinotti” di Fondi e Santi Cosma e Damiano, istituto tecnico tecnologico e Liceo Scientifico opzione delle Scienze applicate, ha appena pubblicato sul proprio sito web istituzionale, un tour virtuale della scuola. Si afferma così come uno dei primi istituti in zona a rendere possibile la visita dei propri ambienti a distanza e quindi in totale sicurezza. Una scelta innovativa e sensata dettata anche dall’attuale scenario nel quale stiamo vivendo. La dirigente scolastica, prof.ssa Gina Antonetti e tutto il personale della scuola ha scelto di rinunciare agli “Open day” in presenza, consci che adesso il bene più importante sia preservare la salute di tutti. Il tour virtuale è visitabile all’indirizzo: www.itisfondi.edu.it Buona visita!

venerdì 18 dicembre 2020

Nettuno: Natale con il Rotaract, 19 dicembre 2020.

 

La condivisione è uno degli aspetti fondanti dell’approccio del nostro Club in quest’anno rotaractiano. Non intendiamo fermarci di fronte alle avversità che la pandemia ci impone ed intendiamo proseguire con il coinvolgimento – digitale – dei nostri soci e del pubblico nelle attività. Il 19 dicembre, si svolgerà la seconda giornata dell’evento X-mas con il Rotaract, questa volta allargata anche ai club internazionali. Il nostro club insieme al contributo di altri club nazionali, che hanno partecipato all’evento del 8 dicembre, come il RAC Firenze Nord, il RAC Avellino, RAC Marco Aurelio, RAC Pisa, RAC Corigliano Rossano Sybaris, è riuscito a coinvolgere innumerevoli club dalle seguenti nazioni: Egitto, Danimarca, Grecia, Cile, Germania, Lussemburgo, Polonia, Tunisia, Stati Uniti d’America, India, Brasile, Belgio. Il nostro club, insieme ai connazionali è riuscito a coinvolgere sui social moltissimi Rotaract e, in pochissimo tempo, si sono susseguite moltissime richieste di partecipazione nella presente settimana. I club contattati sono stati così numerosi, tanto da coprire quattro continenti. Vorremmo trasmettere ai lettori della presente nota stampa la nostra stessa curiosità per il webinar finalizzato a conoscere e imparare nuove tradizioni Natalizie internazionali. Parteciperanno all’evento autorità Rotariane e Rotaractiane dei cinque distretti coinvolti. Lo streaming sarà disponibile su YouTube, Twitch e Facebook. Siamo entusiasti di parlarvi infatti del nostro progetto “X-Mas con il Rotaract”, patrocinato dai Distretti 2071, 2080, 2090, 2100 e 2120. Svoltosi da sempre nelle piazze delle città del nostro territorio, quest’anno cambia veste e si trasforma in evento culturale. Il Natale da sempre vissuto all’insegna dell’unione e della condivisione è l’occasione ideale per diffondere e apprendere le proprie tradizioni locali, nazionali ed internazionali intorno a questo magico periodo. In effetti, le attività e tradizioni natalizie in Italia e in giro per il mondo saranno il tema centrale dei due webinar il primo tenutosi l’8 (Italia) ed il secondo che si terrà il 19 dicembre (mondo) in cui i relatori o i soci dei vari Club aderenti si riuniranno su Zoom per condividere le proprie unicità caratterizzanti. Lo streaming sarà trasmesso sui canali YouTube, Facebook e Twitch del nostro Club. Vi invitiamo quindi a collegarvi e a partecipare alla condivisione di tutte queste tradizioni locali: dal cibo ai canti, dagli addobbi ai doni e così via. Teniamo a sottolineare che questo progetto sviluppa tutte le quattro vie d’azione rotaractiane. In particolare, è rivolto all’Azione Internazionale, perché promuove la conoscenza, la condivisione e il rispetto di culture e tradizioni differenti. Nell’ambito dell’Azione di Pubblico Interesse, promuove inoltre l’alfabetizzazione e il dialogo tra i popoli ed è un trampolino di lancio verso nuovi gemellaggi. X-mas con il Rotaract rimarca la presenza del Rotaract nel Lazio, in Italia e nel mondo e attraverso la capillare diffusione in streaming è un invito a unirsi a noi rivolto a una grande platea di spettatori. Dopodiché, riveste un ruolo importante per quanto riguarda l’Azione Interna e Professionale, perché i vari tipi di attività rafforzano l’expertise e l’affiatamento interno ai Club. Tale evento è quindi il risultato della sinergia con i Club di Avellino, Bari, Barletta, Bologna Est, Ceglie Messapica - Terra dei Messapi, Corigliano Rossano “Sybaris”, Crotone, Firenze Nord, Foggia, Latina, Lecce, Loreto, Nocera Inferiore Apudmontem, Palmi, Pisa, Pistoia Montecatini Terme, Poggiomarino Vesuvio Est, Pompei, Porto Torres, Putignano, Rende, Roma Cassia, Roma Est, Roma Marco Aurelio, Roma Nord Ovest, Roma Polis, Salerno Est, San Miniato, Siracusa Monti Climiti, Sulmona, Trani, Valle del Metauro e Velletri. Oltre al webinar si svolgerà anche un contest natalizio che consiste in una challenge di fotografie di alberi di Natale, presepi, decorazioni, luci e altri simboli rappresentanti il Natale sia su Instagram che su Facebook. Il contest si è tenuto l’8 dicembre, nella giornata in cui tradizionalmente si addobba l’albero di Natale e si concluderà il 25 dicembre con la proclamazione dei vincitori. L’hashtag di riferimento sarà #xmaswrotaract2020 e dovrà essere pubblicato nella descrizione di ciascuna foto insieme al tag della pagina del nostro club, per facilitare la condivisione sui nostri canali. Per maggiori informazioni per partecipare al contest, visita il nostro sito web all’indirizzo www.rotaractanzionettuno.org. Il concerto virtuale consiste in quattro brani cantati da ogni club, su base preparata dal M° Valentina Ciambrone. Ogni membro dei club, nella registrazione dei singoli brani per il concerto, dovrà indossare la maglietta “End Polio Now” o una qualunque di colore rosso. Il concerto sarà trasmesso il giorno 25 dicembre alle 00:00. Il primo brano White Christmas è già stato trasmesso in diretta l’8 dicembre ed ha ottenuto un grandissimo successo, ogni socio e club partecipante al progetto e alla registrazione del brano ha dato un contributo importante come dimostrato dall’entusiasmo manifestato durante l’evento del 8. Gli altri tre brani stanno per essere registrati e saranno sicuramente pronti per il concerto del 25 dicembre, i club si stanno impegnando affinché il concerto virtuale ottenga il maggior successo possibile tra gli spettatori che seguiranno l’evento sulle nostre piattaforme ovvero you-tube, twich e facebook. L’8 dicembre si è svolta la prima giornata di X-mas con il Rotaract. L’evento è stato apprezzato da tutti i club partecipanti e anche dagli spettatori che hanno seguito l’evento in diretta streaming sulle nostre piattaforme. I vari interventi sulle tradizioni natalizie sono stati molto interessanti, ogni club ha potuto conoscere le varie tradizioni natalizie come ad esempio le ricette più famose delle varie località italiane, il lavoro svolto dal nostro club ha riscosso molto successo anche grazie al fatto che sono stati coinvolti 34 club di diversi distretti nazionali, al patrocinio di ben cique distretti, e a tutta la preparazione avvenuta prima dell’evento nell’elaborazione del materiale informativo, come le locandine. I vari club già dalle riunioni preparatorie per l’evento del 8 hanno dimostrato la massima disponibilità nel sostenerci per portare l’evento al massimo risultato, e lo hanno dimostrato durante la prima giornata nell’entusiasmo e nel coinvolgimento che ci hanno dimostrato. Molto significativi sono stati gli interventi degli RD dei vari distretti che ci hanno patrocinato, oltre all’eccellente discorso del presidente del nostro club Matteo Esposito, seguito da un minuto di silenzio per ricordare le vittime del Covid-19 e al discorso del presidente della commissione progetti Tiziano Zecchinelli che ha voluto riassumere il processo che ha portato alla rielaborazione e alla realizzazione del progetto X-mas con il Rotaract, elogiando i meriti della commissione progetti da parte di ogni membro, citando anche il lavoro della commissione effettivo nell’invio dell’ email a tutti i club Nazionali. La regia dell’evento è stata gestita brillantemente dal socio Margherita Pucillo, i vari club hanno apprezzato molto il lavoro della regia, notando il fatto che in questi eventi svolti in modalità telematica, è una parte molto importante e delicata. Come anticipato precedentemente, al termine di questo periodo di lavoro collettivo, di connessioni, di valorizzazione delle 4 vie d’azione e, attraverso il Concerto Natalizio ed il colore rosso delle magliette sensibilizzante al progetto End Polio Now configura il nostro evento nella sua visione d’insieme come iniziativa a favore della Rotary Foundation, il nostro club ha inoltre proposto un maxi-gemellaggio tra tutti i club coinvolti, i quali hanno accettato con gioia. Il nostro club, infatti, avrà l’onore di organizzare ogni anno a marzo un incontro con tutti i club gemellati tra presidenti attuali e presidenti incoming al fine di cominciare a discutere e programmare le attività comuni per l’anno incoming così da non perdere questo forte legame e amicizia ma anzi valorizzarla per costruire qualcosa insieme a livello nazionale che ci consenta di metterci al servizio dei territori con una professionalità ed una progettualità ampia grazie anche alle svariate professionalità che potrebbero essere messe in campo. A tal fine è stato preparato dal club Lecce un trattato dell’amicizia con la firma di tutti i presidenti dei club gemellati. Conclude il Presidente del RAC Anzio-Nettuno Matteo Esposito: «Osservare la determinazione negli sguardi dei soci aderenti all’evento è sicuramente la più alta testimonianza dello stile di vita che tutti noi abbiamo scelto: l’essere Rotaractiano. Non sono le distanze, i colori della nostra regione, o la tristezza di questo momento storico a fermarci! Abbiamo deciso di essere uniti, di portare la magia e la speranza del Natale in tutto il nostro bel Paese e non solo ma di espanderci per cercare di raggiungere i nostri amici Rotaractiani in giro per il mondo. Come potrebbe tutto ciò non emozionarci? Insieme non solo potremmo fare la differenza ma saremo in grado, come afferma il motto dell’anno “Rotary opens opportunities”, di cogliere queste grandi opportunità che solo il Rotary può offrire: di connessione, di scambio culturale, di collaborazione senza precedenti e potremmo quindi d’ora in poi confrontarci e lavorare insieme per una progettualità sempre più incisiva, a lungo raggio, che porterà ad ottimi risultati e proficua per i rispettivi territori e per la nostra grande famiglia Rotaractiana e Rotariana».

Rotaract Club Anzio – Nettuno

giovedì 3 dicembre 2020

Sant’Erasmo e santa Eupuria




Lo storico Pappebrochio (Daniel Papebroch) ci dà la traslazione in Gaeta del corpo di sant’Erasmo Vescovo di Formia al 2 giugno 920, che dicesi sia 30 anni dopo, che dai Saraceni su distrutta Formia ed essendo Papa Giovanni, vescovo di Gaeta Buono. Di questo vescovo si fa menzione in un altro antico monumento. Il gesuita Godefrido Enschenio, il 16 maggio, pubblicò il seguente miracolo da Dio operato in Gaeta al sepolcro di santa Eupuria. Un tal Martino Brittanico, quem ego, dice lo scrittore, adhuc in vita superslitem reperi, era da sei anni ridotto allo stato, ut crura semoribus, calcanea natibus jungerentur e sì malconcio giaceva sotto il palazzo di Docibile figliuolo del Patrizio Imperiale. Ebbe quivi una visione al principio della Quaresima e in essa gli su intimato, che facesse a se venire il figlio del Patrizio e si facesse dare i due di lui servi, Scerario e Sirmiperto, affinché lo portassero alla chiesa di santa Maria, ove stando fino al Venerdì Santo, avrebbe la sanità. Docibile, figlio di Giovanni Patrizio, benché deridesse tal visione, gli diede però i due servi, che lo condussero a quella chiesa, ove nel Venerdì Santo, essendovi venuto il vescovo Buono col prete Sasso ed avendo l’arciprete celebrata la Messa, si trovò in istante sano perfettamente. Questo così strepitoso miracolo fu celebrato da un concorso sterminato di genti. Aggiunge lo scrittore, che nostris quoque temporibus, nella festa di santa Eupuria, il 16 maggio, il mare di Gaeta ebbe le acque dolci. L’Enschenio, dopo Ughelli, pose Buono vescovo di Gaeta nell'anno 880 e volle di quel tempo il miracolo e che lo scrittore fiorisse verso l’anno 900. Io credo di questi tempi così la traslazione di sant’Erasmo, come il miracolo di santa Eupuria. In Gaeta era ancor vescovo Costantino nell’854 ed a lui era succeduto Leone nell’860 ed a Leone successe Deusdedit, che era nell'899. Le acque del mare di Gaeta si sperimentarono dolci nell’ anno 957 come lo notò Leone Ostiense e ben si accorda col tempo. Il Pappebrochio al 2 giugno narra l’invenzione e traslazione del corpo di sant’Erasmo: Cum ab Agarenorum exercitu destructae suissent Formiae, post annos XXX, ma 30 anni dopo la traslazione, fatta da Formia a Gaeta, si sarebbe saputo il luogo, dove era riposto e nella leggenda si dice che Bonus . . . requisivit exuvias. In un Cod. Ms. si dice: Ann. ab Inc. Dom. 856. Temporibus Gregorii Papae IV et Joannis Magni Cajeta Patritii , distrutta Formia, ma Gregorio IV era morto dall’anno 844. Notizie tratte dagli Annali critico-diplomatici del Regno di Napoli della mezzana età, del padre Alessandro Di Meo della congregazione del santissimo Redentore (Tomo quinto), stampato in Napoli, nel 1800, nella stamperia Simoniana.

venerdì 13 novembre 2020

Monti e colline del golfo di Gaeta


Nel 1845 l’Album Scientifico Artistico Letterario descriveva sapientemente il golfo di Gaeta, nel capitolo “Napoli e sue province”. I monti di Gaeta sono formati di pietra calcarea, disposti, ad eccezione di qualche ondulazione ed inclinazione, in strati generalmente orizzontali, gli intervalli dei quali e la cavità delle pietre offrono frequenti cristallizzazioni soprattutto radiate. In alcuni siti si trova il travertino ed in altri una minutissima sabbia. Se per mare si costeggia il promontorio, si vedono molte fenditure verticali che penetrano nella massa del monte e giungono dal suo fondo alla sua sommità. Una di queste è molto grande, avendo sei piedi parigini (circa due metri) di larghezza nella parte più angusta. Le loro parti lisce e senza irregolari scabrosità che sporgono in fuori, non sono parallele, ma divergono dalla parte del mare e convergono verso la cima del monte nelle opposte direzioni. Le colline ed i monti che da Gaeta si prolungano verso Itri, Fondi, Terracina, sono anche di pietra calcarea. Il promontorio di Gaeta per mezzo di un suolo piano, arenoso e stretto comunica con colline calcaree le quali, ripiegandosi in arco, si elevano a poco a poco verso Castellone e verso Mola di Gaeta, dove esiste una cava di gesso nel luogo detto il Monte delle Fosse. I filoni del solfato di calce sono nella direzione da levante a ponente: sovente sono interrotti da una marna disposta in strati sottilissimi e penetrati dal gesso. Passata Mola di Gaeta, gli Appennini declinano da ponente, e si allontanano dal mare. Nelle loro prime basse colline sono situati i paesi di Maranola, Castell'Onorato, Traetto, Castelforte e Sujo. Da Traetto però parte una serie di collinette ripiegate in arco che terminano al mare nella collina di Scauri. La base della collina di Sujo è interessante per un litologo. Oltre delle sostanze calcaree vi si cominciano a vedere delle materie vulcaniche, delle incrostature di solfo sul tufo e delle acque minerali, che sgorgano da molti punti della detta base. Alcune zampillano sì vicine alla sponda del fiume che si confondono con le acque del Garigliano. Tutte abbondano di gas idrogeno solforato e tutte depongono un tenue sedimento calcareo. Quella però che definisce acqua dell'inferno è molto ripiena di acido carbonico. Pochi passi sopra di essa, sta in un piccolo incavo tra pietre calcaree una mofeta di gas idrogeno solforato: la superficie delle pietre vedesi coperta di una tenue incrostatura di solfo. L'estrema vicinanza che hanno tra loro queste acque fa presumere che una sia la loro comune origine e che i due diversi gas, che le animano, procedano da una stessa sorgente. Al di sopra di Castel Forte sorgono in qualche distanza l'una dall'altra le colline e montagnole di Ventosa, Correna, le Fratte, Valle Fredda, Castel Nuovo, Sant’Andrea, Sant’Ambrogio, Sant’Apollinare. Poscia gli Appennini si rivolgono a levante ed a settentrione ed incontrano la valle irrigata dal Garigliano nella cui parte settentrionale è situato Montecasino. Nella strada che conduce dalla Rocca di Evandro a San Germano, osservasi del tufo ed in un luogo, uno strato di pomici. Questa valle giunge sino a Pontecorvo e Sora dove comunica con il piano di Anagni che si estende verso le colline del Tusculo.

venerdì 16 ottobre 2020

I progetti internazionali del Rotaract Club Anzio-Nettuno

 

Il Rotaract Club Anzio-Nettuno si conferma ancora una volta un’eccellenza del territorio, infatti, a distanza di pochi giorni, i giovani soci hanno concluso due importantissimi progetti internazionali. In occasione del National Batik Day del 2 ottobre scorso, ossia il giorno in cui si celebra l’abito tradizionale indonesiano, il Distretto Rotaract 3410 Indonesia ha indetto il progetto di scambio culturale internazionale “World Traditional Attire”, con l’obiettivo di imparare nuove culture e formare legami più saldi con i colleghi Rotaractiani del resto del mondo, dall’Italia all’Argentina, dall’India a Singapore. Grazie allo splendido lavoro di coordinazione e concertazione tra il Rotaract Club, l’Associazione Stella del Mare ed il Gruppo delle Antiche Nettunesi, il club neroniano ha partecipato con un breve video che illustra il costume tradizionale delle donne nettunesi: l’abito da priora, che gli storici fanno risalire ad origini orientali, arabe, a quelli delle donne saracene che si unirono agli antichi Nettunesi. Quest’occasione è stata un’entusiasmante opportunità per mettersi in contatto e confrontarsi con mondi e identità diversi per favorire la comprensione, lo scambio, il dialogo, ricordando che la cultura si presenta in varie forme, tra cui l’abbigliamento, ma tutti i popoli condividono un tratto comune: l’unicità. Il progetto “World Traditional Attire” ha permesso alla città di Nettuno di mostrarsi nelle proprie antiche vesti al mondo intero. Il Club ringrazia in particolare Gianfranco Rabini e Mariangela Vannini, Tina De Felice, Michela Ottaviani e Franca Rossetti per l’Associazione Stella del Mare; Stefano Casaldi per le luci e Gabriele Glinni per le riprese e la sottotitolazione del video. L’azione internazionale ha raggiunto anche un altro grande risultato: in seguito a un incontro informale in via telematica avvenuto sabato 10 ottobre, il Club ha avviato le procedure del proprio primo gemellaggio internazionale con il Rotaract Club di Kolhapur Midtown Phoenix del Distretto 3170 Kolhapur, Maharashtra, India. I due club hanno orgogliosamente condiviso le reciproche tradizioni, festività e culture locali e nel momento conclusivo il Rotaract Club di Kolhapur Midtown Phoenix ha invitato tutti a salutarsi con un “namasté” corale, loro tipica espressione di saluto. Il primo progetto comune ai due club prevede una campagna di sensibilizzazione condivisa su “End Polio Now”, visto che il Rotary è storicamente coinvolto nell’opera di eradicazione totale della poliomielite, inclusa in India. Il presidente Matteo Esposito nel suo saluto finale afferma: “In questo momento la coesione è più che mai fondamentale. La pandemia ha dimostrato che possiamo trovare risposte convincenti a queste drammatiche ripercussioni solo se restiamo uniti. Il presente rappresenta una sfida ed il futuro rappresenta una tappa. Uniti vinceremo gli ostacoli e porteremo avanti i valori e l’etica che contraddistingue il Rotaract ed il Rotary nel mondo. Insieme riusciremo a fare la differenza, il Rotary apre opportunità, noi le coglieremo e le metteremo a frutto!”. La collaborazione internazionale d’altronde è solo uno degli aspetti fondanti di un Rotaract Club che nasce per mettersi al servizio del territorio con l’energia e il dinamismo tipico dei giovani. Il Club invita tutti i giovani di Anzio e Nettuno che vogliono cimentarsi e mettersi in gioco per il futuro del territorio a conoscerci attraverso i nostri profili social (Facebook ed Instagram) e il sito web ed a unirsi a noi!

Margherita Pucillo

martedì 13 ottobre 2020

Saverio Falso denuncia da Castelforte

 











Castelforte, 10 ottobre 2020

 

Denuncia pubblica cautelativa

Comitato “Pro Castelforte”

Presidente Saverio Falso

Via Fusco

04021 Castelforte

                                                          Al Presidente della Provincia di Latina

                                                          Al Sindaco del comune di Minturno

                                                          Al Sindaco del Comune di S.S. Cosma e Damiano

                                                          Al Sindaco del Comune di Castelforte

                                                          Agli organi di stampa e di comunicazione

Premessa

Il termine strada principale non è più previsto come da nuovo codice della strada art. 145 del 2003, Quindi sono i proprietari che decidono, e possono anche modificare diritti di precedenza sulla stessa strada, con ordinanza e con la debita segnaletica, chi deve dare la precedenza e chi deve averla. Sulla strada Via Porto Galeo, incrocio con la strada Via Parchi Ausente, che parte da Via per Castelforte e si immette sulla strada Porto Galeo direzione ponte ferroviario, la precedenza è stata da sempre dei conducenti che transitavano sulla strada Porto Galeo.

Fatto

Da un po’ di tempo, per i conducenti che transitano sulla strada Porto Galeo provenienti da Castelforte, con direzione obbligata ponte ferroviario perché c’è il divieto di svolta a dx, cioè sulla strada Via Parchi Ausente, è stato installato uno STOP. Questo causa confusione ai conducenti, frenate improvvise e mancate precedenze che possono procurare danni a persone e cose.

Conclusioni

Chiedo ai responsabili i criteri che hanno portato a modificare una viabilità consolidata da tempo e che non hanno migliorata lo scorrimento dei mezzi e la sicurezza delle persone. Si chiede la rimozione dello Stop con una soluzione migliore o quantomeno ad installare la debita segnaletica come previsto dal codice della strada.

Per eventuali potete contattare lo scrivente al 3396477418 oppure  inviare una e-mail a: saveriofalso1955@gmail.com

                    

                  Certo di Vostro un sollecito e favorevole riscontro cordiali e distinti saluti

                                                   Comitato “Pro Castelforte”

                                                                 Saverio Falso

venerdì 2 ottobre 2020

La Via Appia nel Lazio meridionale


Continua il nostro viaggio nella storia del Lazio meridionale; questa volta sfogliando la “Nuova guida di Napoli, dei contorni di Procida, Ischia e Capri” di G.B. De Ferrari del 1826, percorriamo un tratto della Via Appia, partendo da Itri, che è descritto come un gran villaggio, sei miglia lontano dal mare e vi si vede ancora un grande avanzo delle mura ciclopiche. Diversi autori vogliono, che questa sia l'antica città, chiamata da Orazio “Urbs Namurrurum”. Questo villaggio è piantato fra le colline, dove sono molte vigne, alberi di fichi, di alloro, di mirto e di lentisco, da cui scola la preziosa gomma del mastice; la posizione è amena, le campagne deliziose e le produzioni varie, dunque si provano sensazioni indescrivibili. Avanzando verso Mola di Gaeta, si nota a destra della strada un’antica torre, la quale si crede essere stata il sepolcro di Cicerone, eretto dai suoi liberti, nel luogo dove fu ucciso. E’ un edificio di forma rotonda, innalzato sopra un basamento quadrato; la parte circolare è a due piani fatti a volta e sostenuti nel mezzo da un masso rotondo in forma di colonna. Questo monumento è traversato da una strada, che potrebbe essere quella, per cui Cicerone andava dalla parte del mare, quando fu assassinato. Poco lontano vi è una fontana, che si suppone essere quella di Antiochia, verso la quale Ulisse incontrò la figlia del Re dei Lestrigoni, secondo quanto dice Omero. Tra la torre e Mola di Gaeta, la strada domina una dilettosa veduta della città e del golfo di Gaeta, come anche del monte Vesuvio e delle isole circonvicine a Napoli. Otto miglia dopo Itri si trova Mola di Gaeta. Questo è un grosso borgo, situato presso il mare del golfo di Gaeta. Fu edificato sui resti dell' antica Formia, città de' Lestrigoni, la quale poi è stata abitata dai Laconiani, di cui parla Ovidio nel XIV libro delle sue metamorfosi. Questa città era rinomata negli antichi tempi, per la sua bella posizione e per la bontà de vini, che Orazio stima al pari di quelli di Falerno. Fu poi distrutta da'Saraceni nell' 856. Non vi è porto a Mola, ma vi sono molti pescatori, la spiaggia è deliziosa: da una parte si vede la città di Gaeta, la quale, avanzandosi sul mare, forma una superba veduta, dall' altra parte, verso Napoli, si vedono le isole di Ischia e di Procida. A Castellone, che rimane tra Mola e Gaeta, si crede che ci siano i resti della casa di campagna di Cicerone, che egli chiamava Formianum, dove Scipione e Lelio andavano spesso a ricrearsi, vicino alla quale egli fu assassinato nell’anno 44 a.C., all’età di 64 anni, al tempo della grande proscrizione, mentre egli fuggiva nella sua lettiga per liberarsi dal furore di Marcantonio. Cinque miglia distante da Mola si trova Gaeta, città di diecimila anime, situata sul declivio di una collina. La sua origine è antichissima , credendosi fondata da Enea in onore di Cajeta, sua nutrice, la quale vi morì, secondo Virgilio. Aen. 7. 1 “Tu quoque littoribus nostris, Aeneia Nulris, Aeternam moriens fumam, Cujela, dedisti, et nunc servat honos sedem tuus, ossaque nomen Hesperia in magna, si qua est ea gloria, signant.” La posizione di Gaeta è sopra un golfo, la cui spiaggia è deliziosa; era anticamente coperta di belle case ed ancora se ne osservano alcune rovine, come nel golfo di Baja acciocché prova il gusto che avevano gli antichi Romani per queste spiagge, le quali veramente sono deliziose. Questa città è quasi isolata nel mare e non comunica col continente, che per una lingua di terra e vi si entra per sole due porte, le quali son ben guardate. Il suo porto, che è grande e comodo, fu costrutto, o almeno restaurato da Antonino Pio. Appresso al porto vi è un sobborgo assai vasto. Si vede sulla sommità della collina di Gaeta, una torre, volgarmente detta Torre di Orlando, che è il monumento più rimarchevole di questa città; secondo l' iscrizione che è sopra la porta, si conosce, che questo era il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, che è reputato fondatore di Lione e quello che persuase Ottaviano a preferire il sopranome di Augusto a quello di Romolo, che alcuni adulatori volevano fargli prendere, come restauratore della città di Roma. Il succitato mausoleo deve essere stato eretto sedici anni avanti l'Era Cristiana. Vi si vede ancora una superba colonna di dodici facciate, sulle quali sono incisi i nomi di diversi venti, in greco ed in latino. In Gaeta vi è una buona fortezza , la quale fu costrutta nel 1440 da Alfonso d'Aragona, accresciuta dal Re Ferdinando e da Carlo V, che fece circondare la città di grosse muraglie, tanto che essa è riguardata come la principale fortezza del Regno di Napoli. In una delle sue camere si è conservato per lungo tempo il corpo del contestabile Carlo di Borbone, generale delle truppe di Carlo V. Questo contestabile fu ucciso nell’assedio di Roma, che fu saccheggiata dal suo esercito, nell'anno 1528, dopo che per gran tempo egli aveva tenuto assediato il Pontefice Clemente VII. Vi si vedeva il cadavere stesso, diversi anni addietro; ma si assicura, che il Re Ferdinando IV lo fece seppellire con funerali degni della sua riputazione. Gaeta ha sostenuto ultima mente due lunghi assedi, uno nel 1806 contro i Francesi e l'altro nel 1815 contro gli Austriaci. La chiesa cattedrale è dedicata a sant’Erasmo, Vescovo di Antiochia, protettore della città di Gaeta. Vi si vede un bel quadro di Paolo Veronese e lo stendardo, che san Pio V donò a don Giovanni di Austria, Generale dell'armata cristiana contro i Turchi. Dirimpetto all'altare del santissimo Sacramento, vi è un antico monumento simbolico, che sembra aver rapporto ad Esculapio. Il campanile di questa Chiesa è rimarchevole per la sua altezza e per la sua bella costruzione; dicesi che sia stato fatto dall'Imperatore Barbarossa. La chiesa della santissima Trinità è la più celebre di Gaeta e rimane fuori della città, presso una rocca  la quale, secondo un'antica tradizione del paese, si spaccò in tre parti, in onore della santissima Trinità, il giorno della morte del Nostro Divino Salvatore. Un grosso pezzo caduto nella principale rottura della rocca e che vi si è arrestato, ha servito di base ad una cappella del Crocifisso: essa è assai piccola, ma molto elevata e sotto la medesima passa il mare, che bagna il fondo di questa crepatura di rocca. La suddetta cappella è antichissima; ma nel 1514 fu fatta riedificare da Pietro Lusiano di Gaeta. Bisogna confessare che la posizione di questa cappella è singolarissima  e che non si vede esempio altrove di una simile situazione. Facilmente si conosce, che questa divisione di rocca è provenuta da una violenta rottura, perché gli angoli sporgenti in fuori sopra uno dei lati, corrispondono agli angoli entranti, che sono nell'altro. Riprendiamo ora la strada di Napoli che abbiamo lasciato per andare da Mola a Gaeta. Uscendo da Mola si costeggia il mare per un miglio di cammino; dopo si perde di vista per il medesimo spazio, e si rivede a Scavali (Scauri), piccolo villaggio dove forma un seno. Si fa ancora un miglio sulla riva del mare e tre miglia più avanti si vedono gli avanzi di un anfiteatro, di un acquedotto ed altre rovine, che dicesi essere dell'antica città di Minturno. Poco dopo si arriva al fiume Garigliano che anticamente si chiamava Liris e separava il Lazio dalla Campania. Si passa questo fiume per mezzo di un ponte fatto con barche. Sulla porta che conduce al detto ponte c’è una bella iscrizione di Giunio Severiano, decurione in Minturno. In questo luogo si lascia la Via Appia, la quale costeggia il mare fino all’imboccatura del fiume Volturno, dove comincia la Via Domiziana. Le paludi, che il Garigliano forma in queste vicinanze, ci fanno ricordare la sorte deplorabile di Mario, di quel fiero romano, si spesso vittorioso nei combattimenti, sette volte console, il quale fu obbligato ad immergersi fino al collo in quelle acque fangose per involarsi alla ricerca dei satelliti di Silla; non ostante scoperto, si libera di loro con intrepidezza ed anche li fa tremare con il suo contegno e con il suo sguardo minaccevole…