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domenica 15 marzo 2020

Lettera del Sindaco di Vitulazio (Caserta) al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.


Sig. Presidente,

nella qualità di Sindaco del Comune di Vitulazio, un comune di circa 7.500 abitanti, sento il dovere di rappresentarLe il grave disagio che l’emergenza sanitaria Covid-19, con tutte le conseguenze derivanti dall’adozione delle misure che tutti siamo stati chiamati ad assumere, sta producendo sulla già fragile economia locale. L’ultimo Suo provvedimento del 9 c.m, doloroso, ma necessario, rende ancora più difficile la vita degli operatori economici. Le perdite che i piccoli commercianti, gli artigiani e le imprese, il popolo delle partite iva, stanno sopportando sono notevoli. Mi rendo conto che oggi l’attenzione Sua e del Governo è protesa, come è giusto che sia, alla salvaguardia della salute di tutto il Popolo Italiano. Su tale fronte il Suo Governo sta dimostrando grande attenzione nel mettere in campo azioni preventive, efficaci ed incisive. In questo momento difficile sento, però, la necessità di farmi interprete del grido di dolore che gli operatori economici locali quotidianamente, nel loro dignitoso silenzio, mi fanno pervenire, lo fanno senza rinunciare alla loro dignità, con la schiena dritta. Sicuramente la nostra situazione è uguale a quella di tanti altri Comuni d’Italia e del Sud in particolare. Sono anche consapevole del fatto che un Governo debba fare i conti con situazioni economiche sovranazionali,occorre pareggiare il Bilancio, fare i conti con l’Europa, confrontarsi con un sistema economico globale che richiede un sistema imprenditoriale solido e competitivo. Come Lei sa un’amministrazione comunale può fare ben poco per salvaguardare un sistema economico già strutturalmente fragile e ancora meno può fare in questa situazione di emergenza. Si tratta di garantire la sopravvivenza a queste persone, di chi ogni mattina alza la saracinesca di negozi ed imprese, nella speranza di pareggiare almeno costi e ricavi. Leggo nei loro occhi la volontà e la determinazione di lottare, di aspettare tempi migliori, di recuperare le perdite che in questi giorni stanno subendo. Anche questi piccoli attori del mondo economico, con il loro 0,00001%, contribuiscono a formare il PIL, non possono essere abbandonati al loro destino. Questi Sig. Presidente sono i veri eroi di un sistema economico e sociale che consente ai nostri piccoli comuni di sopravvivere, sono quelli che mantengono in vita un piccolo sistema sociale, sono la struttura portante delle nostre comunità, che hanno evitato lo spopolamento del Sud, che hanno arginato la desertificazione urbana e sociale. Sono coloro che a fronte delle difficoltà quotidiane non scappano, le affrontano in silenzio, con coraggio; ecco sig. Presidente questi sono i veri eroi dei tempi moderni, quelli che pagano le tasse, le bollette, i dipendenti e vivono con la speranza che il prossimo anno sia migliore. Sono quelli che non chiedono aiuto a nessuno, quelli che individualmente considerati, nell’ambito dell’intera economia nazionale, hanno poco peso, loro non sono la Finanza, sono coloro che non frequentano i salotti buoni dell’economia, però tutti insieme rappresentano l’economia reale, quella che produce, quella del lavoro, del lavoro e del sudore della fronte, in una sola parola sono l’economia onesta, quella che non ha mai fatto conto sugli aiuti statali o comunitari. Non sono le banche che, dopo avere danneggiato i risparmiatori, chiedono di essere salvate. Allora sig. Presidente io, a nome di queste persone, che mi onoro di rappresentare, chiedo a Lei, all’avvocato degli Italiani, di adottare con urgenza provvedimenti economici e fiscali per consentire a questi operatori economici di continuare ad esistere e a dare vita alle nostre piccole comunità. Faccio appello alla sensibilità dell’uomo e del giurista prestato alla politica, nella convinzione che sicuramente vorrà pendere in conto le richieste del mio Paese, richieste che sicuramente sono uguali a tanti altri Comuni d’Italia. Dobbiamo dare coraggio e speranza al nostro popolo, a questo popolo che da tanti anni, da troppi anni, stiamo solo chiedendo sacrifici. In attesa di Suo cortese e, mi auguro, personale riscontro, La saluto cordialmente augurandoLe buon lavoro.

Vitulazio, lì 11.03.2020
Il Sindaco
Avv. Raffaele Russo

PS: Nel rileggere sig. Presidente ho notato l’uso ripetuto dell’aggettivo “piccolo”, ho cercato di correggere, ma non l’ho ritenuto opportuno, sa perché? Perché credo che tante piccole cose, tanti piccoli uomini, tante piccole imprese, tante piccole azioni positive hanno fatto grande l’Italia.

sabato 7 marzo 2020

Il messaggio del Presidente AIDE Nettuno a tutte le donne.



Non dovrebbe bastare un giorno l’anno per ricordarci quanto sia importante combattere contro la violenza sulle donne. Tutte dovremmo essere ringraziate ogni giorno. Non bisogna tacere Mai. Ogni anno in questa data si ricordano sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Colgo l’occasione per augurare di cuore a tutte le donne, mamme e nonne, di passare una bellissima giornata festeggiando o no questa ricorrenza ed invitandole soprattutto a riflettere sul significato di questa data. Vi chiedo almeno per un minuto di pensare a tutte quelle donne che ogni giorno subiscono violenze ed ingiustizie, alle donne che non possono permettersi di festeggiare ed a tutte le donne che hanno combattuto: Donne paladine di giustizia e pace, alle donne che con il loro entusiasmo si vogliono svegliare all’alba, alle donne che non si arrendono e plasmano i loro sogni, alle donne che con il loro saggio impegno quotidiano rendono straordinario il domani per tutte loro momenti colorati di polvere di stelle sentieri profumati di petali di rosa. Tantissimi auguri!

Anna Silvia Angelini

Presidente AIDE Nettuno

(Associazione Indipendente Donne Europee)

martedì 3 marzo 2020

Nettuno: Educare alle differenze di genere, 12 marzo 2020.


Con il patrocinio del comune di Nettuno e l’assessorato alla cultura, il 12 marzo, alle 16.30, presso la Sala Consiliare si terrà il convegno “Educare alle differenze di genere”. L’intento è quello di tessere un filo per costruire una rete e fare il punto della situazione. Si parlerà di violenza di genere, di cosa si è fatto fino ad oggi e di cosa si può fare. Si cercherà di far luce su come si può, attraverso un lavoro di rete tra associazioni, arrivare a risultati migliorativi per fornire soluzioni su questa problematica in modo da creare una collaborazione sinergica per il contrasto agli stereotipi di genere. Interventi Istituzionali: Alessandro Coppola sindaco del Comune di Nettuno, Camilla Ludovisi Assessore alla cultura, Marco Roda Assessore alla sicurezza; moderatrice Antonella Rizzo giornalista e scrittrice. Interverrano: Margherita Camarda Dirigente area cultura, Anna Silvia Angelini Presidente AIDE Nettuno, Marina Baldi Criminologa e biologa forense, Eleonora Nocito avvocato e criminologa, Alessandra Conti counselor, Carla Centioni Responsabile centro antiviolenza, Paola Capoleva Dirigente assistente sociale Asl roma 6, Rita Dal Piaz Direttore f.f. UOC P.S. Ospedali riuniti Anzio-Nettuno, Nello Vaudi Istruttore di Difesa Personale. Letture tratte dal libro “La violenza declinata” a cura di: Maresa Minati ed Arianna Cupolo. Per l’occasione saranno esposte le opere della pittrice Simona Battistelli.

sabato 22 febbraio 2020

Aurelio Carlino alla scoperta di Castelnuovo Parano.



Lo storico locale Aurelio Carlino, nella sua perenne ricerca della storia del Lazio meridionale, ci regala l’ennesimo studio, questa volta su Castelnuovo Parano (Frosinone). Carlino ha avuto la possibilità di avere tra le mani un volumetto, risalente al 1904, dal titolo “Memoria della chiesa parrocchiale di santa Maria annunziata in Castelnuovo Perano per Antonio Jannelli – abate curato”. Si tratta di una specie di auto-difesa dell’abate Jannelli che trasmette al vicario di Montecassino, Bruno Maria Petriconi circa la situazione della chiesa di Castelnuovo, considerato che gli era stato chiesto di prendere le redini della parrocchia, a cui avrebbe rinunciato, se possibile. Carlino ha raccolto le varie sezioni (capitoli) che parlano in dettaglio della chiesa: Parrocchialità della chiesa, diritto patronato laicale, patrimonio o beni della chiesa parrocchiale, amministrazione dei bei della chiesa, rappresentanza della chiesa parrocchiale, congrua del parroco o abate curato, vicende della chiesa parrocchiale nel temporale, conclusione e voti, documenti. Un’interessante fotografia del 1903 della chiesa parrocchiale di santa Maria annunziata in Castelnuovo Parano, con cui l’autore Antonio Jannelli rende omaggio postumo alla nonna Dorotea Di Marzio, e che Aurelio Carlino, pazientemente ha rimesso in ordine, evitando che il tempo facesse danni ulteriori, e che ora è possibile vedere stampata, in edizione originale, grazie alla tipografia Caramanica di Scauri. Un ringraziamento va ad Aurelio Carlino, sempre in prima linea, per l’attaccamento al territorio del golfo di Gaeta ed all’entroterra del Lazio meridionale ricco di storia, tradizioni e cultura da far scoprire ai nostri giovani, che devono amare la nostra terra per conoscere il nostro passato con uno sguardo al futuro.

giovedì 20 febbraio 2020

LABORATORIO DIDATTICO AL “CELLETTI” DI FORMIA.

Gli istituti per i servizi della ristorazione e dell’ospitalità alberghiera, più noti con la tradizionale denominazione di “Istituti alberghieri”, fin dalla loro nascita si sono caratterizzati per una formazione tecnico professionale attenta a valorizzare il patrimonio delle risorse ambientali, artistiche, culturali, artigianali del territorio e promuovere la tipicità dei prodotti agroalimentari locali. Al fine di realizzare questo scopo, l’Istituto “Celletti” di Formia ha organizzato quest’ anno tre serate dedicate al ristorante didattico. La prima si è svolta nel primo trimestre, il secondo appuntamento, che precede l’ultimo incontro previsto per il mese di aprile, si è tenuto invece martedì 18 febbraio. Il tema che gli allievi stanno affrontando in questo anno accademico è la lotta allo spreco alimentare, ovvero, come utilizzare al meglio il cibo ottimizzando quantità e qualità del prodotto (ad esempio scegliendo prodotti a km zero, alimenti bio, prediligendo quantità proporzionate al numero degli ospiti). Il laboratorio è stato una vera e propria lezione serale, durante la quale i ragazzi hanno presentato, sulla base della tematica prescelta, i piatti realizzati con il relativo abbinamento dei vini spiegando il lavoro sia in italiano che in lingua in inglese. Il menù proposto, realizzato dalle classi quarte, è stato condiviso oltre che con il dirigente scolastico, che anche questa volta non ha mancato di complimentarsi con i suoi studenti, anche con tutto il corpo docenti e collaboratori scolastici. All’evento hanno preso parte altresi i titolari delle strutture alberghiere del territorio, affinché questi laboratori, come ha ricordato più volte il dirigente Piantadosi nel corso del suo intervento, non siano solo un momento di condivisione e apprezzamento per il lavoro dei ragazzi ma, anche e soprattutto l’occasione per mettere in contatto la scuola con il mondo del lavoro e viceversa. Durante la serata sono intervenuti anche gli studenti che hanno primeggiato ai Campionati della Cucina Italiana 2020 a Rimini guadagnando tre medaglie d’oro, tre d’argento e tre di bronzo. Il dirigente ha poi concluso spiegando agli ospiti come il suo Istituto, sia sempre in prima fila per valorizzare la ricchezza del nostro patrimonio agroalimentare, costituito da un’infinita varietà di prodotti che nascono, secondo diverse geografie e di quanto questo sia espressione di una tradizione locale ricca di storia che caratterizza in maniera inequivocabile il nostro “stile italiano” .

sabato 25 gennaio 2020

Gaeta: Per non dimenticare.



Per raccontare insieme come è cambiata la città di Gaeta dalla fine della guerra ad oggi, Ernesto, Ente per le Adozioni Internazionali in Ungheria, in collaborazione con il Comune di Gaeta ha organizzato un incontro durante il quale i soci del “Centro Anziani Serapo” hanno raccontato ai bambini del "Corso di lettura e scrittura creativa” della parrocchia di San Paolo di Gaeta, il dolore e la fatica di ricostruire il paese dopo le rovine procurate dai bombardamenti. Attraverso una serie di immagini in bianco e nero i bambini hanno raccolto la testimonianza dei “nonni” i quali hanno dato voce ai loro ricordi, nonché alle loro esperienze rappresentando la sofferenza per quello che era stato perso, distrutto ma anche la speranza e la voglia di ricominciare e ricostruire. I bambini hanno ricordato che la Giornata della Memoria si celebra ogni anno in tutto il mondo il 27 gennaio per commemorare le vittime dell'Olocausto e, soprattutto, per interrogarsi sul perché della Shoah e della discriminazione dell'uomo contro altri uomini. Durante l’evento, condotto dalla insegnante Sonia Vagnani, volontaria dell’associazione "Ernesto" è stato realizzato un lavoro grafico nel quale i bambini hanno raccolto delle foto che rappresentano Gaeta dal dopoguerra ad oggi, commentate insieme agli ospiti del centro anziani. Sono state poi inserite anche delle letture specifiche di brani, racconti e frasi significative. Al termine dell’incontro la dottoressa Gianna Conte, presidente della Commissione Cultura del Comune di Gaeta, ha consegnato ai bambini un segnalibro con una frase-ricordo di Anna Frank ed un attestato di partecipazione al presidente del "Centro Anziani Serapo", Nicola Spinosa, per la disponibilità e l’accoglienza. “Scopo di questo incontro – dice la Conte - non è solo quello di commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente  ma anche ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi”. Un momento, dunque, per ricordare ma anche per approfondire e riflettere. “Consegnare ai bambini una memoria storica del proprio territorio è il primo passo per conoscerlo e aiutare gli altri a scoprirlo”; così la presidente di "Ernesto", avvocato Morena Grandi, spiega il perché di questo evento. “Per i bambini, che attraverso l’adozione internazionale arrivano nel nostro paese, è molto importante apprendere la storia del posto attraverso l’aiuto dei loro compagni: l’esplorazione, la testimonianza , il racconto sono gli elementi principali per accoglierli in una nuova comunità”. L’incontro si è concluso con una riflessione su un pensiero di Anna Frank: “Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo”.