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venerdì 1 giugno 2018

Preti carbonari nella diocesi di Gaeta (Ufficiali e sacerdoti – maestri inquisiti) di Aurelio Carlino.

Interno chiesa di san Nicandro in Tremensuoli
La carboneria era una società segreta con intenti liberali e patriottici, che si affermò in Italia durante il periodo della restaurazione. Secondo il generale piemontese Giuseppe Rossetti, che combatté nell'esercito francese e fu affiliato nella carboneria, si tratterebbe di un'associazione di mutuo soccorso tra militari di ranghi inferiori, risalente alla settecentesca “Charbonnerie” della Francia contea. E' noto che Giuseppe Bonaparte, gran maestro della massoneria francese, salito sul trono di Napoli, riordinò quella napoletana. La setta nascente nell'Italia meridionale all'epoca di Gioacchino Murat, per opera di un gruppo di massoni, la carboneria, trovò quindi nel regno condizioni particolarmente favorevoli al suo sviluppo. Questa associazione segreta raccoglieva soprattutto piccoli possidenti, piccoli impiegati ed ufficiali o perché gravati di tasse o perché scontenti della carriera o per altre ragioni, liberi professionisti onesti, industriali e commercianti anelanti ad una indispensabile libertà nei commerci ed all'abolizione totale dei monopoli o privative. I carbonari napoletani miravano principalmente ad ottenere la costituzione, perciò favorirono il ritorno dei Borboni, ma rimesso dal congresso di Vienna sul trono Ferdinando IV, che fu I dopo la restaurazione, e salutato con gioia nella speranza della sospirata costituzione già concessa ai siciliani nel 1812, essi rimasero delusi così che cercarono d'attrarre nuovi proseliti ed aumentare le vendite o conventicole in cui si radunavano. Un grande avvenimento, poi, aveva turbato Gaeta e tutta la regione, l'assedio posto da truppe anglo-austro-napoletane alla piazzaforte, la quale capitolò dopo quattro mesi, difesa dal generale barone Alessandro Begani (8 agosto 1815). I feroci sistemi di persecuzione adottati da Antonio Capece Minutolo, principe di Canosa, ministro di polizia, fecero ingrossare considerevolmente le file carbonare tanto che il re si vide costretto a licenziarlo (25 giugno 1816) per consiglio delle potenze estere, chiamando a succedergli il Medici nella carica, ma i disegni dei carbonari maturavano in segreto; fu tutto un lavorio occulto della setta durante il quinquennio. Dopo il famoso concordato del 1815 tra la santa sede ed il regno di Napoli, che aveva riscosso riprovazione, e la scarsa e poco efficace azione del governo nel biennio 1818-19 contro le società segrete, la carboneria si estese in modo impressionante perché diffusissimo era il malcontento, più che a Napoli, nel mondo provinciale. Tra quelli che aderirono al programma della carboneria, sia pure con interessi diversi e con concezioni diverse, bisogna comprendere una parte notevole del basso clero, “che viveva la vita e divideva le tendenze della piccola borghesia da cui generalmente usciva, che si sentiva maltrattata rispetto agli alti prelati ed era attirata dal misticismo cattolico diffuso nella setta”. E' la voce del tempo, raccolta già dal Principe di Canosa, il quale nello scritto “I pifferi di montagna”, che è del 1822, riporta testualmente ”Fra i carbonari vi è un gran numero di membri del clero inferiore … Essi vivevano intorno a membri del clero superiore in uno stato non molto migliore dei servitori domestici”. Il successo della rivoluzione di Spagna infuse ai carbonari maggiore ardire, infiammandoli di nuovo zelo, perché la stessa dinastia regnava anche a Napoli, e ne seguirono i moti del '20 iniziati a Nola, di cui fu anima il prete Menichini, insieme coi tenenti Morelli e Silvati, ma divenuto Ferdinando padrone del regno per opera delle truppe austriache comandate dal generale Frimont (aveva il re annunziato da Lubiana l'invasione del 23 febbraio 1821), sciolto l'esercito ed instaurata la reazione, fu subito creata, con decreto del 9 aprile, una corte marziale, incaricata dell'esecuzione del real decreto del 28 di marzo contro qualunque unione segreta e specialmente contro le società dei carbonari (notevole l'articolo 5 che comminava la pena di morte). Era anche ritornato il Canosa, che fu sostituito col Medici nel giogno dell'anno seguente, inoltre Pio VII scomunicava la carboneria con la “Bolla ecclesiam” del 13 settembre 1821. Fu nominativamente condannata, dice il Pieri, rinnovandosi contro di essi la comunica e le altre pene contro la massoneria, con la dichiarazione che la condanna non era ispirata da motivi politici, ma dal carattere pseudo-religioso che la setta ostentava. In questo clima, un mese dopo, affiorano i preti carbonari della diocesi di Gaeta nelle carte dell'archivio capitolare. E' necessario dire che l'indagine è limitata alle carte di quell'archivio ed alla regione gaetana; tuttavia le notizie spigolate hanno un qualche interesse per la storia della carboneria nell'Italia meridionale. La breve esposizione è intessuta di richieste di notizie o di accuse delle autorità di polizia e di pronte e caute risposte dell'ordinario mons. Francesco Buonomo, del Borgo di Gaeta, il quale governò la diocesi dal 1818 al 1827, dopo esserne stato vicario capitolare circa tre anni, fino cioè al 10 giugno 1818. Sembra che si giochi a botta e risposta, ma senza motti mordaci e pungenti, perché da prudenza e carità è mosso e guidato sempre l'ottimo prelato nelle informazioni e nelle delucidazioni. Al biennio 1821-22 si riferisce la maggior parte dei documenti rinvenuti. Appartenevano allora alla diocesi, con la città capoluogo, il Borgo (ora sezione Portosalvo), Mola e Castellone (Formia), Maranola col casale Trivio, Castellonorato, Spigno, le Fratte (Ausonia) col casale Selvacava, Coreno, Castelforte e Sujo, Santi Cosma e Damiano col casale Ventosa, Traetto (Minturno) coi quattro casali Pulcherini, Santa Maria, Tremenzuoli e Tufo, Itri, Sperlonga, Ponza Ventotene, Fondi, Monticelli (Monte San Biagio), Lenola, Campodimele, Pastena: Le ultime quattro terre insieme con Fondi da tre anni appena, essendo stata soppressa la diocesi fondana col concordato del 1818 tra la santa sede e le Due Sicilie. Diocesi, dunque, nella provincia di Terra di Lavoro, compresa tra il corso inferiore del Garigliano, i monti Aurunci-Ausoni ed il mar Tirreno fino a Terracina, ultima città dello Stato Pontificio. Aggiunte le due isole ponziane, ancor oggi appartenenti alla stessa diocesi, in provincia di Latina. L'intendente di Terre di Lavoro in Caserta, con riservata gabinetto in data 9 ottobre 1821 al Vescovo di Gaeta, desidera conoscere, a richiesta del commissario generale della polizia, le qualità politiche e morali dei parroci della diocesi “con le più accurate informazioni”. Mons. Buonomo risponde il giorno 17. Nell'elenco nominativo dei parroci, prezioso per l'indicazione dei rispettivi paesi e delle parrocchie, la rubrica informazioni ha note ora “ottime” ora “buone”, ma per sei di essi le note son ben diverse:
  • Don Raffaele Perrone, parroco di Maranola, “non gode buona opinione presso il pubblico, era massone poi è stato carbonaro per pubblica voce e fama”;
  • Don Salvatore Tomao, parroco di Castellonorato, “non ho intesa cosa in contrario sul costume, per pubblica voce e fama carbonaro;
  • Don Michele Orgera, parroco di Spigno, “condotta buona, carbonaro di solo nome per timore della vita minacciatagli”;
  • Don Luigi Palumbo, parroco di san Biase (Traetto), “non ho inteso cosa in contrario, per pubblica voce e fama carbonaro perché mal consigliato”;
  • Don Nicola Pensiero, parroco di Porcarini (sic) casale di Traetto, “non ho intesa cosa in contrario sul costume, carbonaro;
  • Don Giuseppe Pimpinella, parroco di Tremenzuoli, “godeva cattiva opinione, ma si è riformato sul costume, carbonaro”;
Il vescovo, prima di apporre la firma, aggiunge: “Di nessuno ancorché vi fussero de' carbonari si è inteso che abbia fatta qualche azione o profferita qualche parola contro le massime evangeliche, anzi devo confermare nel tempo stesso che i parroci carbonari chiamati da me ed ammoniti hanno dimostrata un'edificante docilità”. Degli ultimi due segnati nell'elenco siamo in grado di dare qualche notizia. Il Pensiero, nato in Santa Maria Infante il 1762, era succeduto al parroc don Tommaso Tucciarone. Morì il 30 ottobre 1842, dopo 45 anni di governo parrocchiale. Aveva 59 anni nel 1821. Particolare interesse suscita il parroco Pimpinella. Giovane studente, d'animo bellicoso e d'ingegno vivace, aveva preso parte ai moti del 1799 favoreggiando Michele Pezza detto “Fra Diavolo”, poi gettò la spada ed indossò l'abito talare. Dopo avere insegnato filosofia e teologia nel seminario di Gaeta, nominato parroco di Tremenzuoli con real cedola di Gioacchino Murat del 22 febbraio 1810, prese possesso del beneficio il 12 marzo. Da una lettera del vescovo, in data 8 ottobre 1821, al giudice di Traetto, apprendiamo che era detenuto nel carcere del luogo “per macchinazioni politiche, cattiva condotta morale e detenzioni di armi”, ma per la sua chiara e manifesta innocenza fu assoluto, come scriveva il commissario generale della polizia (n. 2536, 2 ottobre), per cui il presule domandava che fosse messo in libertà e si presentasse a lui per ricevere disposizioni. Il restaurato governo borbonico aveva creato a Napoli delle giunte dette di “scrutinio”, perché destinate a scrutinare la vita di tutti gli uffiziali dello stato e de' più alti e più noti cittadini: Giudizi e giudici spaventevoli – secondo il Colletta – essendo molte di esse composte de' più caldi partigiani della tirannide. Il maresciallo di campo, presidente della II giunta di scrutinio Edmondo O'Fanis, essendo stato negli ultimi tempi della costituzione la maggior parte dei corpi di fanteria e cavalleria di linea accantonati nella diocesi, si rivolge al vescovo (foglio n. 86 dell'11 agosto 1821), perché si compiaccia d'indicare riservatamente “quei capitani, cappellani e chirurghi, che fosse a sua cognizione essersi particolarmente distinti per opinioni esaltate, scritti sediziosi e fatti criminosi”. Mons. Buonomo risponde il giorno 18: “Siccome io non sono stato mai in contatto speciale con costoro, ed in que' tempi sopratutto da me considerati di tal'oggetto fra me e me, o sono andato in chiesa per predicare tranquillità, religione, carità cristiana, così non ho di che dirne cosa. In generale però posso asserire che non ho intesi pubblicati scritti sediziosi, né fatti criminosi per parte loro”. Se tendenziose sono o possono sembrare le note della polizia borbonica, buona fonte è per noi la parola del vescovo, dalla quale pur si rileva lo spirito pubblico agitato nei paesi da esso governati, il movimento liberale con uomini pieni di fede e d'entusiasmo, anche se egli non può controllare direttamente le dicerie , le accuse fatte in buona o male fede ed è certo che personali rivalità, odi privati o di famiglie, beghe paesane ebbero campo di sfogarsi in denunzie più spesso anonime e talvolta anche firmate, ma quegli ecclesiastici perseguivano un loro ideale di libertà, d'unità, d'indipendenza, animati da sincero spirito patriottico, liberale o portavano odi e ire personali e locali oppure erano spinti dal disagio economico? Per trovare affiliati alla setta, anche parroci, canonici e sacerdoti-maestri, le cui condizioni erano migliori di quelle dei sacerdoti semplici, privi di benefici, assegnati alle chiese ricettizie innumerate, senza alcun provento se non la sola elemosina della messa, che era di 15 grana o di 2 carlini (L. 0,67 – 0,85), bisogna pensare che non tanto il disagio economico li movesse, ma piuttosto la brama di giustizia, il loro spirito anelante alla libertà. Perciò l'adesione al programma della carboneria può essere considerata un titolo di gloria per quella schiera di ecclesiastici animosi, i quali sfidavano la galera e l'esilio, ligi al gran maestro dell'universo, Gesù Cristo, ponendo il tal modo la loro pietruzza per la costruzione dell'edificio, sacro alla libertà ed alla giustizia sociale. (Prof. Angelo De Santis: Estratto dalla rivista “Archivi” - fascicolo I – 1958).
Aurelio Carlino

mercoledì 30 maggio 2018

Il Pantheon echeggia dei suoni e delle voci della corale “Città di Nettuno”.



La corale “Città di Nettuno”, fedele agli obiettivi di concorrere alla diffusione ed alla promozione della musica corale e ad incrementare le conoscenze dei coristi attraverso un adeguato accrescimento culturale, ha visto realizzare ampiamente in suoi intenti domenica 27 maggio attraverso l’animazione della messa al Pantheon, seguita da un concerto di brani a vocazione religiosa. Il coro “Salvo D’Acquisto” di Roma, già ospite della corale di Nettuno, attraverso il suo presidente Antonio Ricciardi ha creato questa prestigiosa opportunità e monsignor Daniele Micheletti, arciprete della Basilica, l’ha resa fattuale. Il coro polifonico interforze “Salvo D’ Acquisto”svolge servizio presso il Pantheon per le liturgie domenicali e delle principali ricorrenze ed ha reputato che la corale “Città di Nettuno” avesse la formazione e la pratica corale per intervenire in una sede rilevante e celebre quale è il Pantheon. La giornata si è presentata subito straordinaria per il clima dolce e profumato che solo Roma concede, straordinaria per l’esito della performance, straordinaria anche perché tutto inizia con una serie di difficoltà apparentemente di difficile soluzione. Si teme la distanza del Pantheon da dove il pullman lascerà i coristi, la presenza contemporanea del giro d’Italia, la difficoltà di trasportare gli strumenti necessari tra vicoli e vicoletti e che solo l’entusiasmo di alcuni coristi rende semplice, ma poi all’improvviso appare la Storia e l’immenso capolavoro del Pantheon annulla fatiche, tensioni e timori. La Bellezza gratifica e l’esperienza da intricata diventa immediatamente fantastica. I coristi sanno che hanno modo di esibirsi laddove architettura, pathos e storia sono un tutt'uno. L’animazione della messa domenicale delle 10:30 è emozionante. Il rito, affascinante perché antico nelle forme e modernissimo in quanto spesso bilingue, avviene in una atmosfera che ha una valenza suggestiva : la luce magica proveniente dall’oculus, il misticismo che sempre dona il profumo dell’incenso, la maestosità e pure l’armonia delle forme strutturali e il suono equilibrato e potente dei coristi. Le note di “Celebra il Signore terra tutta”, del Gloria, dell’Alleluia, del Sanctus, del “Laudate Nomen Domini” volteggiano nell’aria e creano un legame perfetto tra chi canta e chi ascolta. La forza spirituale del sole che irrompe dall’unica fonte di luce, l’ occhio della Cupola, è davvero un irrefrenabile richiamo interiore ad elevare la propria condizione di vita, ad ascendere ed emergere ad una dimensione diversa, a spingersi oltre. Il coro “Città di Nettuno” ha realmente recepito il richiamo e sotto l’ impeccabile direzione del M° Stefano Terribili ha espresso il meglio di sé stesso. E’ innegabile che il luogo ha reso semplice il compito facendo fare ai coristi un tuffo in una dimensione lontana dal mondo ordinario. Al termine della liturgia i coristi hanno, come da programma, dato inizio al concerto di musica sacra. Il Pantheon che durante la messa è precluso ai turisti, ha cominciato a riempirsi di persone di ogni nazionalità che hanno apprezzato la performance iniziata con una composizione intensa e raffinata quale è la “Missa brevis” di Gounod. I numerosi astanti, entrati soprattutto per visionare la grandiosità del Pantheon e le tombe dei Reali d’Italia e di grandi artisti del Rinascimento, hanno gradito la sorpresa e in moltissimi hanno seguito il concerto apprezzandone la qualità del repertorio e l’impeccabile esecuzione. Poi, come per incanto, c’ è stato il fermo immagine. Alle note dell’Ave Maria di Mascagni eseguita dalla soprano Giorgia Tirocchi tutti hanno posto una attenzione particolare e la voce armoniosa ed equilibrata della soprano si è potuta diffondere egregiamente nella sfera magica del tempio. La platea ha mostrato altrettanto interesse per il brano “La Vergine degli Angeli” eseguito dalla soprano Vittoria Mastracco con un timbro di voce potente e al tempo stesso soave. I due brani hanno creato una considerevole atmosfera emotiva sfociata in applausi ripetuti e convinti. Il concerto si è concluso nel modo più degno possibile con l’esecuzione di Magnificat, Fecit potentiam, Deposuit, Sicut locutus est e Gloria Patri. La prova ha ricevuto apprezzamento indiscusso e complimenti graditissimi dai presenti che spesso, in un italiano stentatissimo, hanno cercato di far comprendere ai coristi quanto sia stata gradita l’esecuzione. Il coro polifonico “Città di Nettuno” si è avvalso della direzione attenta e qualificata del M° Stefano Terribili coadiuvato al pianoforte dalla eccellente M° Corinna Pollastrini. La corale “Città di Nettuno” prosegue nel curare i rapporti con la coralità italiana ed estera e, in questa ottica, il 27 giugno , invitata dalla corale ”Sine Nomine” si recherà a Teramo per il consueto concerto del solstizio d’estate, inoltre, per la Festa in onore di Santa Maria Goretti nei giorni venerdì 29 giugno, domenica 1 luglio, sabato 7 luglio si terrà la XXXVII rassegna delle corali polifoniche. Converranno a Nettuno cori da diverse regioni italiane, e lo scopo di promuovere la coralità mirando ad una diffusione il più possibile ampia ha, in questo evento, la più concreta attuazione.

venerdì 20 aprile 2018

Nettuno: “Santuario in….Canto - Omaggio a Maria”, 27 aprile - 14 maggio 2018.

  • Venerdì 27 aprile 2018, ore 21, presso il Santuario Nostra Signora delle Grazie di Nettuno, concerto in onore della Madonna delle Grazie;
  • Sabato 5 maggio, ore 19, presso il Santuario Nostra Signora delle Grazie di Nettuno, animazione della messa in onore della Madonna delle Grazie;
  • Domenica 6 maggio, ore 11, presso la Collegiata di san Giovanni a Nettuno, accompagnamento della messa in onore della Madonna delle Grazie;
  • Lunedì 14 maggio, ore 18, presso il Santuario Nostra Signora delle Grazie di Nettuno, animazione della Messa in onore della Madonna delle Grazie.
La corale “Città di Nettuno“, come ogni anno festeggia il tradizionale appuntamento in occasione della Festa della Madonna delle Grazie, Patrona veneratissima della città, con una serie di eventi che si aggiungono ai festeggiamenti già programmati in onore della Vergine. La Corale è orgogliosa di prestare il proprio servizio nei tradizionali appuntamenti religiosi per animare e accompagnare le celebrazioni associate alla Festa della Madonna. Tra i vari appuntamenti che l’associazione “La stella del mare” e i Padri Passionisti patrocinati dal Comune di Nettuno preparano in occasione della festa della Madonna è presente un concerto di musica classica che onorerà la Vergine con la forza comunicativa del canto. Non si canta solo per motivi puramente ludici ma perché il canto coopera, proprio per la sua bellezza e forza, a nutrire ed esprimere la fede. L’associazione “La stella del mare” sotto la direzione del presidente, Dr. Gianfranco Rabini, ormai da svariati anni, rievoca con una nutrita serie di eventi l’approdo della sacra immagine della Vergine sul suolo di Nettuno nel lontano 1550. Nel programma del concerto di venerdì 27 aprile si annoverano alcune tra le più belle pagine del repertorio lirico. Da Bizet, Verdi, Puccini, Bellini, Mascagni, a Gounod gli appassionati, e non, avranno modo di ascoltare le “perle” della miglior musica da dedicare alla Nostra Signora delle Grazie. Interverranno al Concerto il gruppo strumentale “Ensemble Laboratorio Musicale” e le soliste Genny Bramato e Giorgia Tirocchi nonché il tenore Delfo Paone. La direzione è affidata al M° Stefano Terribili. La musica tende a portarci in alto per lodare degnamente il Signore e per mostrare che la chiesa è il luogo in cui la bellezza è di casa.

venerdì 23 marzo 2018

Marina di Minturno: Via Crucis al Comprensorio Archeologico di Minturnae, 25 marzo 2018.


Domenica 25 marzo 2018, alle ore 20, presso il Comprensorio Archeologico di Minturnae (Via Ferdinando II di Borbone, Marina di Minturno) la Parrocchia di san Biagio Vescovo e Martire in Marina di Minturno, in comunione con la forania di Minturno, organizza la tradizionale e suggestiva “Via Crucis”della Domenica di Passione. Saranno presenti l’arcivescovo di Gaeta Luigi Vari e i sacerdoti della forania di Minturno. L’evento è patrocinato dalla Soprintendenza del Lazio, guidata dal dottor Saverio Urciuoli, dal Comprensorio Archeologico di Minturnae, diretto dalla dottoressa Giovanna Rita Bellini, dal Comune e dalla Pro Loco di Minturno. Il Comune di Minturno ha messo a disposizione un autobus navetta gratuito, con andata e ritorno, che partirà alle ore 19:15 da Piazza Kennedy a Minturno (di fronte la scuola primaria dell’Istituto Minturno1), farà sosta alle ore 19:30 presso Piazza dell’Immacolata a Scauri e alle ore 19.45 presso la farmacia di Marina di Minturno (Via Appia).

mercoledì 14 marzo 2018

Fondi: Concerto quaresimale "Stabat Mater", 17 marzo 2018.

L’Istituto Diocesano di Musica Sacra ha organizzato per sabato 17 marzo, alle ore 19, il concerto quaresimale “Stabat Mater” nel quale saranno eseguite musiche di Concesa-Ruggeri, Gounod, Liszt e Rheinberger. Sarà la ex cattedrale di San Pietro Apostolo in Fondi, con la sua storia e la sua arte, ad accogliere l’appuntamento che vedrà quale interprete il Coro dell’Arcidiocesi di Gaeta, diretto da don Antonio Centola, accompagnato all’organo da Marco Di Lenola e da un quartetto d’archi (Angela Foddanu, Ilenia De Meo, Davide Leboffe e Daniele Di Fazio). Il concerto vedrà la partecipazione del tenore Adriano Caroletti, cantore della Pontificia Cappella Musicale Sistina e Direttore della Cappella Musicale Lauretana. «Per parte mia ritorno più che mai al mio punto di partenza, al cristianesimo. L’avvenire del mondo è in questo suo passato e la sapienza ultima nella croce. Un giorno scrivevo che solo Cristo ci può liberare; quel sentimento sgorgava dal più profondo del mio cuore, non nelle parole ma nelle speranze rassegnate, nella musica solitaria. Questa musica non si scrive, non si canta, ma noi sentiamo, nelle nostre sofferenze, che Dio l’ascolta…». Con queste parole affidate a una lettera indirizzata alla contessa Marie d’Agoult, Franz Liszt dichiarava il desiderio di ritrovare un po’ di quiete e tranquillità e la necessità di fermarsi a meditare sulle grandi riflessioni che stavano scuotendo il suo animo. Il concerto prenderà avvio dall’incipit della Via Crucis di Liszt attraverso l’intonazione gregoriana dell’inno processionale “Vexilla regis” e la cristallina trama polifonica di palestriniana memoria dell’“O crux”. La trama polifonica e il richiamo al canto gregoriano contraddistinguono anche l’“Adoramus te, Christe” di Concesa, rivisitato da Ruggeri. La prima parte del concerto si conclude con il prologo e tre parole da “Le sette parole di Cristo sulla Croce” di Gounod. Il prologo (Lc 23,28) ricorda il rivolgersi di Gesù alle donne in pianto a Gerusalemme e il Calvario quale luogo della crocifissione; la prima parola ripropone Lc 23,24: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”; la quarta Mt 27,45- 46/Mc 15,33-34: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?”; la settima Lc 23,46: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. La seconda parte del concerto propone lo “Stabat Mater” di Rheinberger. La prima parte della sequenza, composta da Jacopone da Todi, che inizia con le parole Stabat Mater dolorosa, è una meditazione sulle sofferenze di Maria, madre di Gesù, durante la crocifissione e la Passione di Cristo. La seconda parte, che inizia con le parole Eia, mater, fons amoris, è un’invocazione in cui l’orante chiede a Maria di renderlo partecipe del dolore provato da Maria stessa e da Gesù in quei momenti drammatici. L’iniziativa del concerto è in collaborazione con l’Associazione “Circolo Culturale Cattolico San Tommaso d’Aquino”, giunta al decennale della sua attività, ed è resa possibile dalla sponsorizzazione di attività locali (MaPe Costruzioni, Royal Fruit, Centro Copie, De Santis Assicurazioni, Marrocco Costruzioni) e dalla sensibilità e generosità di privati che hanno contribuito nell’anonimato a sostegno dell’evento.

lunedì 12 marzo 2018

Minturno, Il canto della Passione di Gesù: Santa Maria Infante il 16 marzo e Pulcherini il 18 marzo 2018.

Silvia Nardelli

Silvia Nardelli
Dopo quasi due anni di lavoro l'antico canto della Passione di Gesù raccolto nelle frazioni minturnesi di Santa Maria Infante e Pulcherini è riportato alla luce sommandosi agli antichi canti che sono una parte del patrimonio culturale di inestimabile valore, appartenente alle scienze demo-etno-antropologiche riconosciuto a livello internazionale in diverse pubblicazioni, convegni e seminari. Autore della revisione e curatore della ricerca etnomusicologica è il professor Arcangelo Di Micco, uno dei massimi esponenti attivi nella ricerca in ambito musicale con particolare riferimento alle tradizioni popolari, ai nuovi linguaggi compositivi e nuove tecnologie, attualmente con cattedra presso il Conservatorio Statale di Musica di Potenza. I risultati della ricerca sono frutto del lavoro dell'associazione san Marco di Minturno, il cui presidente Antonio Di Rienzo ha sostenuto fortemente il progetto, assieme ai collaboratori che hanno condotto le ricerche sul campo e, non ultimo, grazie alle fonti ovvero alla memoria storica rappresentata da chi ha ancora vivo il ricordo di particolari momenti della vita, contribuendo a trasmettere un sapere diversamente destinato ad essere dimenticato e definitivamente perso. Il lavoro finale manifesta variegate qualità musicali. Ne "Il racconto di Pasqualina" si avverte in modo naturale tutto il sapore del canto gregoriano. Il canto rappresenta, con la sola voce e senza accompagnamento strumentale, un invito alla meditazione secondo una tradizione musicale ben radicata nel contesto popolare seppur oggi più conosciuta nell'ambito colto. Ne "Il canto di Elisa" si perdono, o meglio si velano, alcuni tratti tipici del canto gregoriano a favore di una visione armonica più significativa con passaggi cromatici a sottolineare i particolari momenti emotivi e drammatici del testo, infine "Via Crucis" dove l'incalzare del ritmo delle parole è sostenuto dal ritmo dei tamburi, creando un vero e proprio corteo immaginario che ripercorre le stazioni della Via della Croce. La Passione di Gesù sarà presentata venerdì 16 marzo, alle ore 18, nella Chiesa di Santa Maria Infante di Minturno, con replica domenica 18 marzo, alle ore 10, nella chiesa di San Giuseppe di Pulcherini: gli eventi, a cura dell’associazione san Marco, sono realizzati in collaborazione con le Parrocchie di Santa Maria e Pulcherini, le associazioni “Amici di Santa Maria Infante” e “Paese Mio” e il Centro Anziani di Pulcherini ed entrerà a far parte ufficialmente del repertorio tradizionale minturnese prima di essere eseguita, nell'ambito del prossimo tour, in diverse città italiane ed estere come Orvieto (Terni), Fumone (Frosinone), Cittaducale (Rieti) Calcata (Viterbo), Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria), Malvagna (Messina), poi in Francia, in alcune città del Dipartimento d'Essonne e in Grecia, ad Atene, Patrasso e Leros. Sarà interpretata per l'occasione da Silvia Nardelli, artista con una brillante carriera musicale, avvicinata allo studio e all'interpretazione della vocalità popolare dopo le diverse lauree specialistiche sia musicali (canto lirico e musica jazz, entrambe conseguite al Conservatorio Statale di Musica di Campobasso) sia di natura etno-musicologica (conseguite presso l'Università degli Studi Roma Tre e l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale).

venerdì 9 marzo 2018

Fondi, La parrocchia di san Paolo festeggia la Dedicazione, 15 marzo 2018.

Giovedì 15 marzo 2018 la Parrocchia di san Paolo Apostolo di Fondi ricorda i 15 anni di Dedicazione vissuti nel servizio alla Chiesa di Gaeta. Ricordare la dedicazione della chiesa è una consuetudine che trova le sue origini già nell'Antico Testamento, quando si ricorda la purificazione e dedicazione del Tempio di Gerusalemme, soprattutto dopo la profanazione del Tempio da parte del Re Antioco IV Epìfane (2 Mac 10,1-ss.). Una Chiesa concepita non come mura, ma piuttosto come assemblea – “ekklesìa” - di persone chiamate a essere un “cuor solo”. Proprio questo concetto ha portato ad incentrare su tematiche sociali la tre giorni di festeggiamenti; l’obiettivo principale è rimettere al centro la persona, in quanto creatura prediletta da Dio.

PROGRAMMA COMPLETO

DOMENICA 11 MARZO: IV di QUARESIMA
19.30 CONCERTO GOSPEL con i PHOENIX GOSPEL CHOIR;

LUNEDÌ 12 MARZO
Ore 18.15- “Il Cortile dell’Aquinate” organizza il Laboratorio di Pedagogia per genitori con la dott. LIDIA CARDI;

MARTEDÌ 13 MARZO
Ore 19: "Web - dipendenze: fenomeno e prevenzione" con le d.sse Franca e Giulia ANZELMO;
                       
MERCOLEDÌ 14  MARZO
PELLEGRINI verso San Pietro – chiesa matrice
Ore 16.30 in Cammino…
Ore 17.30 Messa cantata dai due cori
Ore 21: esposizione del Santissimo Sacramento per la veglia notturna;

GIOVEDÌ 15 MARZO - GIORNATA DELLA DEDICAZIONE
Ore 17.30: RI-CORDA & RACCONTA: memorie di un cantiere… intervengono il M. Rev.do Mariano Parisella e il dr. Enzo De Luca (architetto)
Ore 19.30 MESSA solenne
SERATA di FESTA > SALONE PARROCCHIALE;

VENERDÌ 16 MARZO
Ore 20: VIA CRUCIS nel quartiere con la partecipazione di tutte le parrocchie della Foranìa.